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Progetto: SPORTELLO DI STRADA
Referenti: dott.ssa Patrizia Barberis, psicologa, esperta in
criminologia clinica
dott. ing. Piero Scotto, docente ed educatore scientifico, rappresentante legale
Ass.ne Innovit
Introduzione
Il presente progetto, denominato “SPORTELLO di STRADA”, nasce dal presupposto
che dopo un periodo più o meno lungo di carcerazione, il soggetto ex detenuto
(uscito definitivamente dal carcere o in misura alternativa alla detenzione) ed
i suoi familiari spesso incontrano difficoltà a reintegrarsi.
Il legislatore, quindi, per ovviare il più possibile ad una simile problematica
ha previsto un intervento di natura assistenziale anche per le famiglie dei
detenuti, infatti l’art. 45 della legge numero 354 del 26 luglio 1975 indica:
Assistenza alla famiglia
Il trattamento dei detenuti e degli internati é integrato da un'azione di
assistenza alle loro famiglie.
Tale azione é rivolta anche a conservare e migliorare le relazioni dei soggetti
con i familiari e a rimuovere le difficoltà che possono ostacolare il
reinserimento sociale.
É utilizzata, all'uopo, la collaborazione degli enti pubblici e privati
qualificati nell'assistenza sociale.
Questo articolo tuttavia non mira solo a sopperire ai bisogni materiali (come ad
esempio la ricerca di un alloggio) della famiglia, ma si pone soprattutto lo
scopo di intervenire su quelle problematiche psicologiche e relazionali che
potrebbero turbare gli atteggiamenti soggettivi e i rapporti affettivi delle
persone coinvolte, causando, non di rado, veri e propri distacchi .
Dal canto suo anche l’ex detenuto dovrà presumibilmente scontrarsi con analoghe
situazioni, per cui l’art 46 della legge 354/1975 indica come far fronte ad
eventuali difficoltà legate alla nuova condizione di persona libera:
Assistenza post-penitenziaria
I detenuti e gli internati ricevono un particolare aiuto nel periodo di tempo
che immediatamente precede la loro dimissione e per un congruo periodo a questa
successivo.
Il definitivo reinserimento nella vita libera é agevolato da interventi di
servizio sociale svolti anche in collaborazione con gli enti indicati
nell'articolo precedente.
I dimessi affetti da gravi infermità fisiche o da infermità o anormalità
psichiche sono segnalati, per la necessaria assistenza, anche agli organi
preposti alla tutela della sanità pubblica.
L’articolo, infatti, si apre con una previsione di intervento precedente alla
dimissione, affinché il soggetto riesca a formulare o riformulare un progetto di
vita che tenga conto realisticamente della situazione esterna in cui dovrà
inserirsi.
Un notevole contributo, inoltre, affinché la famiglia riesca a riaccogliere il
soggetto ex detenuto è dato dai permessi premio, dalle licenze e dalle misure
alternative alla detenzione, come la semi libertà (art. 48 della legge
354/1975):
Il regime di semilibertà consiste nella concessione al condannato e
all'internato di trascorrere parte del giorno fuori dell'istituto per
partecipare ad attività lavorative, istruttive o comunque utili al reinserimento
sociale.
I condannati e gli internati ammessi al regime di semilibertà sono assegnati in
appositi istituti o apposite sezioni autonome di istituti ordinari e indossano
abiti civili.
La caratteristica di questo tipo di regime è di consentire al detenuto di
passare parte della giornata fuori dal carcere per svolgere attività di lavoro o
di studio.
Oltre a ciò, come indicato dall’art. 101, comma 2 dal P.D.R. n. 230 del 2000,
nel programma di trattamento sono dettate anche le prescrizioni riguardanti i
rapporti che il condannato o l'internato può mantenere all’esterno, cercando di
favorire il più possibile l’integrazione con l’ambiente familiare. In
quest’ultimo caso la finalità è di attenuare il distacco affettivo che il
carcere tende a indurre tra il detenuto e la famiglia indipendentemente dal loro
rapporto originario, consentendone un rientro graduale.
In riferimento alle considerazioni sopra esposte, il progetto “Sportello di
Strada” si propone di aiutare il nucleo familiare a reinserire al suo interno
l’ex detenuto, laddove si presentino situazioni conflittuali.
Di seguito saranno indicati i passaggi che vorremmo mettere in atto per la
realizzazione del progetto.
Destinatari
• Famiglie che vivono il reingresso del congiunto in regime di semi libertà,
ponendo particolare attenzione a quelle in cui sono presenti minori.
Finalità
1. Fornire supporto psicologico alla famiglia nel periodo in cui il semilibero
vi fa ritorno
2. Stabilire una stretta collaborazione con l’Istituto Penitenziario e l’Ufficio
Esecuzione Penale Esterna (U.E.P.E.)
3. Realizzare una continua mappatura del territorio al fine di conoscere le
risorse operanti.
4. Indirizzare le famiglie verso gli enti pubblici e privati da cui potranno
ricevere aiuti economici e materiali in genere (esempio: alloggio).
5. Segnalare ai servizi sociali territoriali le condizioni ambientali
sfavorevoli ad una corretta crescita di minori.
Obiettivi
• Far conoscere ai potenziali utenti i servizi che lo Sportello di Strada mette
a loro disposizione.
• Accogliere in tempi brevi le famiglie che vivono l’esperienza del reingresso
del loro congiunto in regime di semi libertà.
• Analizzare le problematiche psicologiche e materiali del nucleo familiare e
ipotizzare possibili soluzioni.
• Operare in sinergia con l’Istituto Penitenziario e con l’Ufficio Esecuzione
Penale Esterna (U.E.P.E.).
• Agevolare il reinserimento sociale dell’ex detenuto per mezzo di colloqui
psicologici di sostegno alla famiglia e al singolo (se necessario).
• Analizzare con il liberato il bilancio delle sue competenze e aiutarlo nella
formulazione del curriculum vitae; successivamente indirizzarlo verso le agenzie
di lavoro interinale ed i centri per l’impiego.
Fase iniziale e obiettivo finale:
Predisporre un servizio di ascolto (telefonico) in alcune fasce orarie
giornaliere. In prospettiva rendere disponibile il servizio di accoglienza e di
ascolto psicologico 24 ore su 24, dal lunedì alla domenica ed in ogni momento
dell’anno.
Strumenti
• Utilizzo di pieghevoli per la divulgazione del servizio. Questi saranno
collocati nell’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (UEPE), nella Questura, nei
comandi di polizia, nelle stazioni dei carabinieri, nelle U.R.P. comunali e
provinciali, nei servizi sociali e nelle A.S.L.
• L’ufficio dovrebbe essere situato vicino ad uno dei luoghi indicati nel punto
precedente, al fine di essere visibile e facilmente accessibile all’utenza.
• Colloqui conoscitivi e di sostegno svolti da uno psicologo.
• Impiego di collaboratori che abbiano già operato nel settore terziario e che
presentino una spiccata inclinazione nell’aiutare il prossimo.
• “Fare rete” con gli enti pubblici e privati che offrono assistenza
Modalità di accesso
• I giorni e gli orari preposti saranno indicati sul pieghevole.
• Verrà istituito un numero di cellulare attivo dalle ore -____ alle ore _____
dal ____ al _______ e dalle ore _______ alle ore ______ il sabato e la domenica,
affinché lo psicologo possa essere reperibile per un tempo sufficientemente
lungo sia dai già utenti, sia dalle persone che desiderano accedere al servizio
per la prima volta.
• L’accesso è libero.
Piano delle attività e costi
Da valutare in funzione dei costi fissi da sostenere (aspetti informativi,
rimborsi spese per telefonia, spostamenti, ecc, eventuali costi della sede
adibita agli incontri) e del numero di soggetti coinvolti. Parte dell’attività
potrà essere svolta da volontari.
Moncalieri, 10 aprile 2008
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